RASSEGNA STAMPA

Selezione di articoli e recensioni usciti sui mezzi d'informazione






edizionidistoria.com 1 luglio 2019

Mediterraneo e navi. A proposito del secondo volume della Storia dei Mediterranei  

di Francesco Tiboni

 

Quando si parla del Mediterraneo dell’età Medievale e moderna, in particolare della sua dimensione navale, il pensiero corre subito alla grande epopea delle Repubbliche Marinare, alle avventure marittime legate alle crociate ed allo scontro tra quello che sarà il nucleo dell’Europa moderna e la civiltà araba, così come ad alcuni eventi chiave quali la battaglia di Lepanto o al dominio commerciale di Venezia vero l’Oriente. Tutti questi avvenimenti, queste storie e queste grandi avventure trovano però la loro radice in quella che ci piace definire la quotidianità della marineria, fatta di maestri d’ascia dal genio indiscusso, di artigiani fonditori e di piccoli e grandi comandanti di imbarcazione di cui, ancora una volta grazie all’archeologia, in questo volume abbiamo ritenuto utile parlare.

Il filo conduttore dei diversi interventi di archeologia navale che compongono questo secondo capitolo della Storia dei Mediterranei è infatti questo, la volontà di gettare una luce su alcuni aspetti minori, attraverso studi riassuntivi e casi monografici, della marineria medievale del nostro mare. Si tratta, giusto dirlo fin dall’inizio, di elementi che a volte possono sembrare un po’ spigolosi, forse complicati, ma proprio in questa loro particolarità risiede l’essenza della ricerca che è alla base di questo lavoro. Non è un caso che la nostra narrazione archeologico-navale si apra con un bellissimo resoconto di come la tecnologia della costruzione navale di questo periodo abbia trasformato, nel volgere di pochi secoli, quella che era la grande tradizione antica nel nucleo fondante della costruzione navale moderna. Senza i maestri d’ascia Mediterranei di questi secoli, infatti, anche le grandi potenze marittime che tra il XVI ed il XIX secolo conquisteranno gli oceani e daranno forma alla navigazione moderna non sarebbero esistite.

Il Mediterraneo, dunque, come cuore pulsante di una serie di piccole e grandi trasformazioni nei modi di costruire, di sfruttare la risorsa mare ed i territori che su di essa si affacciano, di armare e utilizzare le navi per il commercio e la guerra che permetteranno ai navigatori di superare il tempo ed entrare nella modernità. Il percorso di ricerca che abbiamo sintetizzato nel volume tocca alcuni nodi fondamentali, in primis il Tirreno e l’Adriatico, per muoversi fino alle coste di Israele e fornire elementi utili a comprendere la splendida complessità della materia. Si tratta spesso di piccole storie, come quella del relitto di Gnalic o degli eventi che all’alba della modernità toccarono il porto di Akko, tutte raccontate sapendo che tassello dopo tassello il quadro complesso della marineria mediterranea del periodo medievale e moderna può prendere forma. Il viaggio si chiude poi con uno degli eventi che tocca da vicino l’Italia e l’Europa, la battaglia di Lissa, ultimo avvenimento della guerra marittima di tradizione velica e punto di passaggio verso la nuova arte della guerra sul mare.

Siamo particolarmente felici dell’esito di questo volume, nel quale il lettore troverà contributi di altissimo profilo soprattutto grazie ai tanti amici e ricercatori che, uniti da quell’elemento liquido che oggi come non mai deve essere considerato un legante indissolubile e non un confine che separa le civiltà, hanno voluto sintetizzare in queste pagine anni di ricerca sul campo convinti che la possibilità di condividere con il pubblico gli esiti delle loro attività rappresenti la chiave per fare sì che ognuno possa innamorarsi della nostra tradizione marittima e navale, comprendendone anche gli aspetti più insoliti.

 

Autori vari, Storia dei Mediterranei. Paesi, culture e scoperte, dal tardo Medioevo al 1870, Edizioni di storia e studi sociali, maggio 2019, pp. 450.



Edizionidistoria.com 22 maggio 2019

Rinascimento e Modernità, nella storia del Mediterraneo

 di Pino Blasone

La raccolta di saggi di più autori intitolata “Storia dei Mediterranei. Paesi, culture e scoperte dal Tardo Medioevo al 1870”, pubblicato dalle Edizioni di Storia e Studi Sociali (Ragusa, Sicilia; 2019), è il secondo voluminoso volume di una serie dedicata alla storia dellʼarea mediterranea e dei suoi popoli, questa volta allʼepoca dello sviluppo di una civiltà moderna, con introduzione dello storico Carlo Ruta e degli archeologi mediterranei Massimo Cultraro e Francesco Tiboni. La transizione dal Medioevo a quella che siamo soliti chiamare Modernità, e le complesse relazioni fra Europa e Vicino Oriente, vi sono pure esaminate. Un terzo volume, riguardante infine lʼetà contemporanea, è inoltre già in programma.

Cominciamo dalla genesi della Modernità stessa, nel saggio di Carlo Ruta “LʼEuropa e la rivoluzione della prima modernità tra scoperte geografiche e innovazioni tecnico-scientifiche”. Se il cosiddetto Rinascimento fu una riscoperta soprattutto della cultura Greco-Romana antica, è pur vero che questa fu lʼepoca della scoperta o esplorazione di nuovi orizzonti. Tempo e spazio sono le due dimensioni che si dilatano, nellʼambito della conoscenza collettiva. Specialmente la navigazione ebbe grande impulso, anche grazie a innovazioni tecniche quali la bussola, il timone o la vela latina, meglio orientabile secondo i venti. In particolare, questo aspetto verrà approfondito nel saggio di Francesco Tiboni, intitolato “Navi e barche al tempo delle Repubbliche Marinare. Appunti sul ruolo della cantieristica minore”.

Tuttavia, aggiunge Ruta, i viaggi prevalentemente per terra non vanno sottovalutati. I più famosi sono quelli asiatici dei fratelli mercanti veneziani Niccolò e Matteo Polo, e a maggior ragione di Marco, figlio del primo, che ci ha lasciato un resoconto scritto dettato più tardi a un suo compagno o visitatore in prigionia. Ovviamente stiamo parlando di “Il Milione”, redatto da Rustichello da Pisa già nel 1298 circa in lingua dʼoïl, veicolo letterario allora diffuso anche fuori della sua terra di origine. Quindi, fattori economici quali lʼintraprendenza mercantile, o tecnici quali la bussola e il timone, non dovrebbero essere nettamente scissi dallo spirito intellettuale, il quale informerà di sé il Rinascimento umanistico e artistico. In senso tanto letterale quanto metaforico, per così dire essi aprono la via verso lʼavvenire.

Questo graduale Rinascimento fu fenomeno esclusivamente europeo? In un raggio sempre mediterraneo, Ruta rammenta come una fase di incubazione si ebbe nel mondo di tradizione araba, con la traduzione in quella lingua di alcuni classici del pensiero greco filosofico e scientifico, con lo sviluppo conseguente di una filosofia locale quale quella dellʼandaluso islamico Ibn Rushd/Averroè o dellʼebreo pure andaluso Mōsheh ben Maymōn/Maimonide. Traduzioni latine seguiranno, fecondando il terreno culturale da cui germoglierà una nuova visione del mondo, non più tanto il mondo arabo o quello europeo, quanto quello onnicomprensivo e comparativo della modernità, sia esso inteso in senso terrestre o di una dimensione cosmica.

Sul complesso e non di rado conflittuale rapporto fra Europa e “mondo” musulmano, è incentrato il saggio dellʼeminente medievalista Franco Cardini “Cristianità e Islam fra Lepanto e Vienna (1571-1683)”. Nel frattempo, allʼegemonia del califfato arabo era subentrato il dominio turco, in forte espansione marittima e territoriale. Lʼacquisizione e incremento di tecniche moderne da parte di questʼimpero era tuttavia piuttosto formale, che sostanziale, e intanto il centro potenziale storico si era andato spostando dal Mar Mediterraneo allʼOceano Atlantico, dopo la scoperta di fatto e la colonizzazione europea del “Nuovo Mondo”, ovvero le Americhe. Se la celebrata vittoria navale europea di Lepanto non determinò la decadenza della potenza ottomana, rimarca Cardini, essa in effetti inizierà dopo la sconfitta sotto le mura di Vienna, che aveva spinto la minaccia di unʼinvasione fino nellʼEuropa centrale.

Una intrigante riflessione meta-storica è quella di Massimo Cultraro, in “Alla ricerca del Labirinto: umanisti, viaggiatori ed antiquari a Creta tra Medioevo e Rinascimento”. Il titolo del capitoletto “Storia di Labirinti e di Atlantidi” indica specificamente come i miti che accompagnarono il passaggio dal Medioevo alla modernità poterono essere più dʼuno, e di diverso tenore. Il presunto Labirinto che erroneamente visitavano i viaggiatori tardo-medievali e rinascimentali era un dedalo sotterraneo, fatto di grotte, antiche cave come si sarebbe scoperto in seguito. Ma esso era pur sempre associato o associabile allʼidea di unʼisola proiettata nella distanza spaziale o temporale: in questo caso reale, Creta; in altri, quella favolosa e inabissata di Atlantide, quale anticamente narrata da Platone nel “Timeo”. Il pellegrinaggio medievale, anzitutto interiore, si andava trasfigurando e mutando nel viaggio esteriore di esplorazione e scoperta, pur mantenendo caratteri allegorici, come sarà lʼisola di Utopia nel romanzo omonimo dellʼinglese Tommaso Moro.

Fra i numerosi altri saggi, piace qui concludere con un cenno a “Lo scalo portuale di Santa Severa dallʼetà feudale al XVIII secolo, dellʼarcheologo Flavio Enei. In particolare, al singolare episodio relativo a Hasekura Tsunenaga, uno dei primi ambasciatori giapponesi nei paesi occidentali, quando un lungo periodo di isolazionismo del Giappone era imminente ma ancora di là da venire. Una volta egli infatti fu ospite nel Castello di Santa Severa, sulla costa dellʼalto Lazio, dove fece tappa con i suoi accompagnatori. Sbarcato al porto di Civitavecchia nel 1615, lʼex samurai e poi grande viaggiatore era probabilmente in cammino lungo la Via Aurelia, per recarsi a visitare Papa Paolo V. A Roma, Hasekura non solo fu accolto con onore, ma anche ritratto con la sua nave sullo sfondo dal pittore francese Claude Deruet. Il dipinto è conservato nella romana Galleria Borghese. Evidentemente i navigatori, e in qualche modo esploratori, non furono tutti e solamente occidentali.




Rivista mensile Archeo, n. 410. Aprile 2019


Archeologia Viva, maggio-giugno 2019



Quotidiano Libertà, Siracusa, 8 febbraio 2019


I love Sicilia, mensile, n. 142, 2018. Recensione di Camillo Scaduto

Il Pane e le rose, 30 gennaio 2019. Recensione di Pino Blasone

Solo Libri. Rivista Telematica dedicata ai libri. Recensione di Gaetano Celauro

Trapani Sì, giornale on-line. Articolo di Pietro Vultaggio, 28 gennaio 2019

Giornale L'ORA, Palermo,  23 gennaio 2019

Onda Iblea, quotidiano, mercoledì 23 gennaio 2019. Articolo-recensione di Salvo Micciché

Libertà, Quotidiano di Siracusa, 6 gennaio 2019

"Topmasts", rivista della Society for Nautical Research di Londra, novembre 2019

Solo Libri, 3 dicembre 2018

Archeologia Viva, Firenze, gennaio 2019

Archeologia Viva, Firenze, gennaio 2019

Archeologia Viva, Firenze, gennaio 2019

Il Manifesto, Roma, 30 novembre 2018

Uno e Tre quotidiano, Frosinone, 6 novembre 2018

La Sicilia, Catania, 6 novemvre 2018

Archeologia Viva, Firenze, novembre-dicembre 2018

Il Quotidiano della Calabria, 16 ottobre 2018

CMnews.it quotidiano, Reggio Calabria, 15 ottobre 2018

Medioevo, rivista mensile, n. 261, ottobre 2018

Blog Sole 24 Ore, settembre 2018

Repubblica, redazione di Palermo, settembre 2018

L'ORA quotidiano, ottobre 2018

La Sicilia, Catania, ottobre 2018

Recensione di Margherita Nanetti, quotidiano "La Sicilia", Catania, 20 settembre 2018

 Archeologia Viva,Firenze, settembre 2018 n. 191

Ansa, 16 settembre 2018

                    CostaJonicaWeb.it, News Sicilia e Calabria, 19 luglio 2018.

Recensione sulla rivista trimestrale di Fucecchio (Firenze) Erba d'Arno, primavera-estate 2018 nn. 152-153

I Love Sicilia, Palermo, aprile 2018

MessinawebTV, Messina 7 aprile 2018

Stefano Mammini, su Medioevo. Rivista mensile, Roma, aprile 2018

Sicilians, quotidiano indipendente, Messina, 24 marzo 2018

Rivista Marittima, febbraio 2018

Archeologia Viva, Firenze, febbraio 2018

Archeo. Rivista mensile, Roma, dicembre 2017.

Sicilians, 15 dicembre 2017, art. di Pina D'Alatri

 Archeo. Mensile. novembre 2017, Recensione su Roma e il Mare

Archeologia Viva, Firenze, ottobre 2017

Sub, rivista mensile, recensione 15 ottobre 2017

SoloLibri.net, 16 ottobre 2017

Recensione sul settimanale "Centonove", Messina, 12 ottobre 2017

Recensione di Pina D'alatri, Gazzetta del Sud, 29 settembre 2017

Mare Magazine, Roma, 28 agosto 2017

Archeologia Viva, Firenze, settembre 2017

Corriere della Sera, sabato 2 settembre 2017

Mascia Maluta su NewsFood, luglio 2017

Meridionews 20 agosto 2017

L'Inchiesta. Quotidiano di Frosinone, 8 giugno 2017

L'Inchiesta. Quotidiano di Frosinone, 7 giugno 2017

L'mchiesta. Quotidiano di Frosinone, 10 giugn0 2017

SiciliaInformazioni, 13 novembre 2016

Sicilians, quotidiano, Messina, art. di Pina D'Alatri

Sicilians, quotidiano, Messina, art. di Pina D'Alatri

                                              I Love Sicilia. Rivista mensile Palermo. Aprile 2017

                                             La Sicilia, Catania, 1 aprile 2017

Il Centro Storico, Mistretta, marzo-aprile 2017

Gazzetta del Mezzogiorno, 1 aprile 2017

Moleskine. Rivista mensile Messina, marzo 2017

Gazzetta del Sud, 15 marzo 2017

"The Mariner's Mirror". Francesco Tiboni: recensione di Primo Mediterraneo di Sebastiano Tusa. 

Gennaio 2017, n. 103, pp. 99-100. 

Gazzetta del Sud, quotidiano. Recensione di Pina D'Alatri, pag. 17, Cultura, 18 gennaio 2017

Rossana Barcellona, Federico Borderline, "La Sicilia", pag. Cultura, 9 dicembre 2016

Gazzetta del Sud - Messina, 9 novembre2016, pag. 20

Gazzetta del Sud - Messina - 11 ottobre 2016

Archeo, n. 379, settembre 2016

Archeologia Viva n. 179 - settembre-ottobre 2016

L'Unità, Roma, mercoledì 31 agosto 2016

                                                            "L'Inchiesta", quotidiano di Frosinone, 3 luglio 2016

"La Sicilia", Catania, 2 luglio 2016

Siculorum Gymnasium, Università degòi Studi di Catania, II, 2016.

Tempo Stretto, Messina 15 maggio 2016

Centonove. Settimanale di politica, cultura, economia, Messina n. 24, 16 giugno 2016

       La Sicilia, Catania, 30 maggio 2016

"L'Inchiesta", quotidiano di Frosinone, 16 marzo 2016

"L'Inchiesta". Quotidiano di Frosinone, 14 marzo 2016

"L'Inchiesta". Quotidiano di Frosinone

                                                            Rivista ARCHEO, febbraio 2016

.Archeologia Viva, rivista bimestrale, n.175, gennaio-febbraio 2016

Vincenzo Rapisardi sulla rivista "Formazione psichiatrica" (Univ. Catania) - n. 2 2015 - dicembre, pp. 86-87

Repubblica, redazione di Palermo, 12 novembre 2015

Pino Menzio su Ricognizioni, Rivista di lingue, letterature e culture moderne 3 - 2015 (II)

Salvatore Scalia sul quotidiano "La Sicilia" di domenica 13 settembre 2015

Prospettive, Catania, n. 31, 6 settembre 2o15, p. 4

Il Sole 24ore su Lettere Meridionali di Villari, introdotto da Pietro Finelli

"L'Alba", mensile Misterbianco, maggio 2014

"L'Alba", mensile Misterbianco, maggio 2014

"Giornale di Sicilia" 4 luglio 2013, p. 32

Recensione sul mensile Sicilia Libertaria