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Gli autori di Edizioni di storia


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Al-Idrisi

Geografo arabo, nato nel 1099 circa e morto nel 1164 circa. Dopo aver viaggiato lungo in molti paesi del Mediterraneo, su invito del re normanno Ruggero II si stabilì intorno al 1145 a Palermo, dove si dedicò alla costruzione di un gran planisfero d'argento e alla redazione dell'opera geografica Nuzhat al-mushtāq, famosa tra gli arabi anche col nome Kitāb Rugiār (Libro di Ruggero). Concluse questo lavoro nel 1154, e se per certe regioni africane e asiatiche si limitò a riprendere elementi tolemaici, per altre regioni propose elementi conoscitivi del tutto originali, anche su paesi che in quell’epoca risultavano inesplorati, come le regioni baltiche. Egli stesso curò due altre redazioni dell’opera, una perduta, l'altra abbreviata e intesa soprattutto a illustrare gli itinerari. Il Libro di Ruggero ebbe grande notorietà presso i geografi arabi. Ad esso attinsero infatti Abulfeda e altri. In Europa il Nuzhat al-mushtāq fu conosciuto diversi secoli dopo, nel compendio stampato a Roma nel 1592, pubblicato in latino a Parigi nel 1619.


  

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Felia Allum

Laureata all'Università di New Castle, nel Regno Unito, ha conseguito il dottorato di ricerca all'Università di Brunel nel 2000, con uno studio sulla camorra di Napoli. È docente di storia e politica italiane all'Università di Bath. Ha pubblicato diversi libri, tra i quali: Camorristi, Politicians and Businessmen, Leeds, UK, Northern Universities Press, 2006; (con Renate Sieberg) Organized Crime and the Challenge to Democracy. Vol. Routledge/ECPR Studies in European Political Science, Abingdon, UK: Routledge, 2003. Ha scritto numerosi saggi in opere collettanee, come: Women doing it for Themselves or standing in for their men? Women in the Neapolitan Camorra 1950.2000, in: Fiandaca, G., ed., Women and the Mafia: Female roles in Organized Crime Structures. Amsterdam: Springer, 2007, pp. 9-17. È autrice poi di numerosi articoli, tra cui: Il cosiddetto patto scellerato. Politici e camorristi negli anni 50 e 80, in "Meridioni, Sud e Nord nel Mondo", 2001, 1 (2), 184-197 


 

 

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Rossana Barcellona 

insegna Cristianesimo e culture del Mediterraneo e Chiese Religioni e Multiculturalismo, presso l’Università degli Studi di Catania. I suoi principali interessi riguardano la storia religiosa, sociale e istituzionale dell’Occidente cristiano tardoantico (secoli IV-VI) e i suoi protagonisti. Un’importante porzione della ricerca ha dedicato alla produzione conciliare gallica, letta come canale preferenziale per cogliere i nessi intrinseci tra strutture ecclesiastiche e realtà sociali. Nel quadro delle vicende galliche si colloca anche l’inda-gine in corso sul monastero femminile di Poitiers, fondato da Radegonda, indagine che si muove lungo le traiettorie degli studi al femminile e delle relazioni fra poteri religiosi e poteri politici nel quadro dei regni post-romani. Fra le pubblicazioni: Fausto di Riez interprete del suo tempo. Un vescovo tardoantico dentro la crisi dell’impero, Rubbettino 2006; Una società allo specchio. La Gallia tardoantica nei suoi concili, Rubbettino 2012; Una strega tra Medioevo ed Età moderna: Gostanza da Libbiano,in «La Chiesa nel Tempo» 30, 2014, pp. 45-58; Corpi senza nome: l’infanzia nella Tarda Antichità tra diritto e letteratura. Itinerari di ricerca, in Quaderni di «Studi e Materiali di Storia delle Religioni», 2017.

 

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Pino Blasone

Si è laureato in filosofia presso l’Università La Sapienza di Roma, nel 1971. È stato “esercitatore” presso la Facoltà di Lingue e Letterature dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, durante l’anno accademico 1973-74. Ha compiuto studi di perfezionamento presso l’Università Americana del Cairo, durante l’anno accademico 1975-76, e l’Istituto Universitario di Lingue Viventi a Tunisi, durante l’anno accademico 1976-77. Successivamente, ha insegnato a lungo italiano e latino, e in seguito filosofia, nelle scuole superiori italiane. Articolista culturale su quotidiani e riviste (Alfabeta, Il Manifesto, Frigidaire, Liberazione...), e autore radio-televisivo (RAI, Radio-Uno e TG3), ha collaborato alle seguenti antologie, raccolte di saggi o di traduzioni: Postpoesia. Testi e interventi sulla poesia postmoderna (ILA Palma, Palermo 1987), La terra più amata. Voci della letteratura palestinese (Edizioni Il Manifesto, Roma 1988 e 2002), Polemiche letterarie nel secolo dei Lumi (Ponte alle Grazie, Firenze 1992), Antologia della poesia latina (A. Mondadori, Milano 1993), L’immaginario mutante. La nuova narrativa di genere attraverso il Cyberpunk e il NeoNoir (Synergon, Bologna 1997), Antologia della letteratura latina (Einaudi, Torino 1999), Segnali di fumo. Logica matematica, scientifica, filosofica (Società Editrice Dante Alighieri, Roma 2004), La letteratura nell’era dell’informatica. Proposte per il XXI secolo (Francesco Bevivino Editore, Milano 2007), Poeti arabi di Sicilia (Edi.bi.si., Messina 2009), Poesia araba dalle origini al XIII secolo: dalla Siria all’Egitto, dalla Sicilia all’Andalusia (Libri mediterranei, Scicli 2015), Roma e il Mare (Edizioni di storia e studo sociali, Ragusa 2017). Ha tradotto dal francese, insieme a N. Danioni: Robert Mantran, L’espansione musulmana dal VII all’XI secolo (Mursia, Milano 1978). Ha introdotto la traduzione italiana di Il Corano (Newton Compton; Roma, 1994 e successive riedizioni).


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Enrico Calandra 

Nato a Caltanissetta il 10 Luglio 1877, si laurea nel 1901 a Palermo in Ingegneria. Allievo di Ernesto Basile e Antonio Zanca, verrà chiamato da quest’ultimo a Messina, nel 1907, alla cattedra di Disegno d’ornato e architettura elementare, che ricoprirà inizialmente nel ruolo di assistente. Nel 1930 si trasferirà a Roma, su invito di Gustavo Giovannoni, per ricoprire l’incarico di docente della nuova disciplina di Caratteri degli edifici, presso la Scuola Superiore di Architettura. Pochi i suoi scritti editi, ma grandissima la sua influenza sulla formazione degli allievi, testimoniata da una fitta corrispondenza oltre che dai contributi resi dagli stessi, con esplicito riferimento al maestro. Il gruppo dei suoi allievi siciliani (C. Autore, F. Basile, S. Bottari, E. Caracciolo, S. Cardella, G. Di Stefano, L. Epifanio, V. Lanza, G. Samona, G. Spatrisano), eterogeneo per formazione, inclinazioni ed età, costituirà di fatto una vera e propria «scuola».La Breve storia dell’architettura in Sicilia, pubblicata nel 1938, è la sua opera più nota. I suoi interessi prevalentemente rivolti all'architettura medievale di età normanna, si concentrano in particolare sulle complesse vicende costruttive della cattedrale di Palermo, il cui studio per il Duomo offamiliano di Palermo rimarrà inedito a causa della guerra. Muore prematuramente a Roma nel 1946 lasciando molti scritti incompiuti, o inediti, quelli già conclusi, che saranno in larga parte pubblicati postumi.

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Nicola Cipolla

Dopo la caduta del fascismo aderisce al PSI ed è tra i fondatori del «Fronte del lavoro». Nel 1944 riapre la Camera del Lavoro  di Palermo assieme al segretario generale Cesare SessaTra la fine del 1945 e l'inizio del 1946, assieme ad altri socialisti, riesce ad espellere dal PSI Rocco Gullo, vicesindaco di Palermo ritenuto vicino ad ambienti mafiosi, il quale venne successivamente reintegrato nel partito. A seguito della vicenda decide di lasciare il PSI e aderire al PCINel 1947 viene eletto segretario responsabile della FederterraÈ protagonista delle lotte contadine del 1949-'50 nel Corleonese con Pio La Torre. È deputato della II, III e IV Legislatura dell'Assemblea regionale siciliana (1951-1963). Alle elezioni politiche del 1963 è eletto al Senato per il PCI nel collegio di Sciacca, dove viene confermato anche alle elezioni politiche del 1968, mentre alle elezioni politiche del 1972 è eletto nel collegio di Ragusa. È rappresentante italiano al Parlamento europeo dal 26 ottobre 1972  al 4 luglio 1976Nel 1981 fonda il Centro Studi di Politica Economica in Sicilia. È autore del libro Diario di un socialcomunista siciliano, Roma, Editori Riuniti University Press, 2014.


 

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Alessandro Colletti

Laureato in Scienze del servizio sociale all’Università Sapienza di Roma con una tesi in archeologia industriale, ha conseguito la laurea magistrale in Management delle politiche pubbliche occupandosi di fenomeni criminali e sistemi di welfare. Nel giugno 2014 ha conseguito un dottorato di ricerca all’Università di Roma Tre con una ricerca dal titolo Il sistema di welfare in territori di mafia: egemonia e legittimazione nell’area casertana, vincitrice del primo premio bandito dall’associazione Amato Lamberti. Dal 2012 è socio volontario dell’associazione Jerry Essan Masslo di Castelvolturno per la quale ha istruito e condotto un corso di cucina interculturale per donne immigrate, inserito nel più ampio progetto di sviluppo locale La RES, rete di economia sociale. Ha scritto articoli per La rivista di servizio sociale, Composizioni Sociali e Sotto Traccia. Vive a Roma dove lavora come insegnante di scuola pubblica superiore.



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Napoleone Colajanni

Uomo politico italiano (Enna 1847 – ivi 1921). Nel 1862 si arruolò con i garibaldini, con i quali raggiunse l’Aspromonte, dove fu fatto prigioniero. Nel 1866, entrato nei ranghi dei carabinieri genovesi, prese parte alla battaglia di Bezzecca.  Nel 1869 fu arrestato a Napoli per aver preso parte a una cospirazione repubblicana. Nel 1871, dopo aver conseguito la laurea in Medicina, emigrò nell’America del Sud, ma tornò presto in Italia, per dedicarsi all’attività sociologica e politica. Eletto deputato repubblicano nel 1890, due anni dopo, con la sua denuncia in Parlamento, sollevò lo scandalo della Banca Romana. Fu docente di Statistica all’Università di Palermo e fondò la «Rivista popolare». Combatté con vigore la tesi, di ispirazione lombrosiana, dell’inferiorità razziale delle popolazioni dell’Italia meridionale. Pubblicò numerosi scritti, tra cui: La repubblica e le guerre civili (1882); Il Socialismo (1884); La sociologia criminale (1889); Banche e parlamento (1893); In Sicilia: gli avvenimenti e le cause (1894); L’Italia nel 1898: tumulti e reazione (1898); Nel regno della mafia (1900); Manuale di statistica tecnica e di demografia (1904); È necessaria la pena di morte per la difesa sociale? (1910)

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Giancarlo De Carlo 

(Genova 1919 - Milano 2005) nel 1943 si laurea in Ingegneria al Politecnico di Milano. Ufficiale di marina durante il secondo conflitto, dopo l’8 settembre si unisce alla Resistenza. Nel 1948 riprende gli studi all’Istituto Universitario di Architettura di Venezia dove si laurea nel 1949. Nel 1955 comincia a insegnare nello stesso Istituto dove rimarrà fino al 1983. In questa sede entra in contatto e si confronta con altri nomi autorevoli dell’architettura e dell’urbanistica: da Giuseppe Samonà a Carlo Scarpa, da Paolo Portoghesi a Bruno Zevi. Nel 1964 redige il primo Piano Regolatore Generale della città di Urbino e dall’anno successivo, su invito di Carlo Bo, progetta il campus e le strutture dell’università urbinate. Sono le realizzazioni che gli procurano i maggiori riconoscimenti in campo internazionale. Dal 1965 al 1981 dirige la Collana «Struttura e Forma Urbana» per Il Saggiatore. Nel 1976 fonda il Laboratorio Internazionale di Architettura, ILAU&D. È autore di numerosi libri, tra cui: Questioni di architettura e urbanistica (Argalia, Urbino 1965); La piramide rovesciata (De Donato, Bari 1968); L’architettura della partecipazione (Il Saggiatore, Milano 1973); Gli spiriti dell’architettura (Editori Riuniti, Roma 1992)

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Giuseppe De Felice Giuffrida

Uomo politico italiano  (Catania 1859 - ivi 1920). Socialista, deputato dal 1892, si distinse nel giornalismo e fu tra i principali organizzatori dei Fasci dei lavoratori in Sicilia: fu perciò arrestato e condannato all'epoca dei moti del 1894. Amnistiato, sedette alla Camera dalla XVIII alla XXV legislatura. Attento ai fenomeni di degenerazione nella vita politica siciliana, denunciò a più riprese le con-nessioni tra mafia e potere politico in Sicilia. Un suo articolo sull'Avanti! dell'ottobre 1900 lo portò in tribunale nelle vesti di imputato per diffamazione, sicché venne condannato a tredici mesi di reclusione, sei dei quali gli furono condonati. A Catania promosse attività economiche e tentativi di larghe municipalizzazioni di servizî pubblici. Fu autore di numerosi saggi, tra cui: La voce d'uno scamiciato: versi, Catania, Tipografia di F. Martinez, 18; Popolazione e Socialismo, Palermo, Biondo, 1896; Maffia e delinquenza in Sicilia. Milano, Società editrice lombarda, 1900; La questione sociale in Sicilia. Roma, 1901; Le aberrazioni dei separatisti, in «Corriere di Catania», 25 settembre 1902. 




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Jacques de Saint Victor 

Storico del diritto e del pensiero politico. Dopo aver esercitato per diversi anni la professione giornalistica, per il giornale «Figaro Économie» e la BBC, ha intrapreso la carriera universitaria, alla Sorbona di Parigi. Oggi è docente all’Università di Parigi 8, Vincennes-Saint-Denis, e all’Università di Roma Tre. Dirige la rubrica Histoire-Essai sul «Figaro Littéraire». È membro del comitato della «Revue des Deux Mondes» e redattore capo della rivista «Cités». Ha pubblicato diversi studi sul secolo dei lumi, tra cui: Les racines de la liberté: le débat français oublié, 1689-1789, Librairie Académique Perrin, 2007. Sulla crisi del liberalismo ha dato alle stampe varie opere, tra cui, in italiano, Salvate il piccolo borghese. Una classe sociale troppo bistrattata, Università Bocconi, 2010. Ha pubblicato diversi saggi sulla questione mafiosa, tra cui: Mafias. L’industrie de la peur,  Editions du Rocher, 2008; Un pouvoir invisible. Les mafias et la société démocratique, Gallimard, 2012 (in Italia quest’ultima opera sarà data alle stampe da UTET nell’ottobre 2013). È autore di una serie di studi sulla storia giuridica della globalizzazione.



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Nunzio Famoso

Docente ordinario di Geografia presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Catania. Ha compiuto ricerche e prodotto lavori in diversi campi della Geografia umana ed economica e vanta al proprio attivo più di settanta pubblicazioni fra libri, saggi e articoli, in lingua italiana ed inglese. Tra le sue opere: Mosaico Sicilia. Atlante e racconti di paesaggi (Cuecm, 2005); Una terra di mezzo: ai confini dell'Europa tra Est ed Ovest (Cuecm, 2010); La geografia delle città d'Italia. Resoconti dei viaggiatori francesi del Grand Tour (Patron 2015). È stato responsabile scientifico di progetti di ricerca, nazionali ed internazionali. È componente del CNR presso i Comitati di Scienze storiche, filosofiche e filologiche e dei Beni Culturali. Curatore, in qualità di editor, e responsabile scientifico-redazionale del bollettino internazionale CNR-NEWS. È componente della Commissione regionale siciliana per la tutela delle bellezze naturali e panoramiche di Catania. È rappresentante italiano presso l’International Council for Scientific Unions (ICSU), organismo dell’UNESCO. Coordinatore del dottorato in Geografia, coordinatore di master in collaborazione col fondo sociale europeo. Componente di giuria internazionale e responsabile del progetto europeo «Gioventù in azione» in collaborazione con l’università di Innsbruck. Direttore di dipartimento e preside di facoltà.


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Pietro Finelli

Già direttore scientifico della Domus Mazziniana di Pisa, è attualmente responsabile della didattica dell'Istituto di Storia della Resistenza e dell'Età Contemporanea di Lucca. Ha studiato presso l'Università di Pisa, la Scuola Normale Superiore, la Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa e l'École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi, dove ha conseguito un DEA e il dottorato in cotutela con la Scuola Superiore Sant'Anna. Si occupa di storia del Risorgimento in particolare mazziniano e repubblicano, del movimento democratico meridionale in età liberale, e della storia della rappresentanza contemporanea in chiave transnazionale. Ha pubblicato articoli in riviste e volumi, tra cui «Società e Storia», «Ricerche di Storia Politica», «Quaderni Storici» «Quaderni di Sociologia», «Risorgimento e Mezzogiorno», nell'Annale  sul Risorgimento della Storia d'Italia di Einaudi e nell'Atlante Culturale del Risorgimento, della Laterza.


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Leopoldo Franchetti 

Nacque a Firenze nel 1847. Esponente del conservatorismo illuminato, nel 1875 fu autore di uno studio Sulle condizioni economiche ed amministrative delle province napoletane. Con Sidney Sonnino fu autore dell'inchiesta sulle condizioni della Sicilia che, dopo un lungo soggiorno nell'isola nel 1876, venne pubblicata nell’anno successivo, in opposizione a quella ufficiale del Parlamento, firmata da Romualdo Bonfadini. L'esito, nell'alveo degli studi sociologici del positivismo, fu soprattutto un'analisi molto accurata del fenomeno mafioso. Dal 1878 al 1882 l’aristocratico fiorentino diresse con Sonnino la «Rassegna setti-manale», con lo scopo di diffondere, in Italia e oltre, i temi della questione meridionale. Fu eletto alla Camera nel 1882, e vi rimase dalla quindicesima alla ventiduesima legislatura, quale deputato di Perugia e Città di Castello. Nel 1909 fu nominato senatore del regno. Morì a Roma nel 1917. Nell’inchiesta del 1876 Franchetti rappresentò la mafia come industria del delitto, espressione di un ceto medio restio a riconoscere il monopolio della forza esercitato dallo Stato.



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Massimo Frasca

Laureato in Lettere Classiche, con una tesi sulla necropoli di Monte Finocchito, e specializzato in Archeologia Classica presso l’Università di Catania, nel 1974, ha vinto una delle borse di Perfezionamento bandite dalla Scuola Archeologica di Atene e ha seguito le attività della Scuola in Grecia e in Turchia, partecipando allo scavo di Iasos. Ricercatore confermato dal 1981 al 2000, ha insegnato presso l’Università della Calabria e di Agrigento. Attualmente professore associato di Archeologia Classica presso l’Università di Catania, ha conseguito l’abilitazione a professore ordinario di Archeologia Classica. Dal 2005 al 2016 è stato direttore della Scuola di Specializzazione in Archeologia Classica (ora Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici) dell’Università di Catania. Ha diretto numerosi scavi in Sicilia e in Italia meridionale ed è stato componente delle missioni archeologiche di Prinias (Grecia) e Iasos (Turchia). Dal 1987 fa parte della Missione archeologica italiana che opera a Kyme Eolica (Turchia), dove dirige gli scavi sulla Collina Sud. È autore di numerose pubblicazioni scientifiche tra cui: Leontinoi. Archeologia di una colonia greca, Roma 2009; Archeologia degli Iblei. Indigeni e Greci nell'altipiano ibleo tra la prima e la seconda età del Ferro, Ragusa 205; Città dei greci in Sicilia dalla fondazione alla conquista romana, Ragusa 2017. Tra i principali temi di ricerca è lo studio della topografia e delle produzioni artigianali delle città greche e delle loro relazioni con le popolazioni indigene.


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Gianluca Fulvetti 

È ricercatore presso il Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere dell’Università di Pisa. Studioso dell’antifascismo, della Resistenza e della Seconda guerra mondiale, si occupa anche di storia della mafia, argomento al quale ha dedicato la sua tesi di laurea (uno studio dei rapporti tra mafia e chiesa cattolica) e quella di dottorato (una comparazione di fenomeni criminali di stampo mafioso tra Italia e Stati Uniti). È autore di diversi saggi, tra cui: La politica del massacro. Per un atlante delle stragi naziste in Toscana (con Francesca Pelini), Napoli, l’Ancora del Mediterraneo, 2006;  Uccidere i civili. Stragi naziste in Toscana, 1943-1945, Roma, Carocci, 2009; Tra silenzio e collusione. La chiesa di Sicilia e la mafia, 1860-1970, in «Novecento», n. 5, luglio-dicembre 2001, pp. 141-66.




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Jean-François Gayraud 

Criminologo. Laureato in Giurisprudenza, ha concluso gli studi presso l’Institut d’Etudes Politiques di Parigi e l’Institut de criminologie di Parigi. È stato allievo dell’École Nationale Supérieure de Police. Svolge incarichi direttivi presso il Conseil Supérieur de la Formation et de la Recherche Stratégiques. In qualità di questore della Polizia nazionale francese, ha svolto un ampio lavoro di analisi delle strutture organizzative mafiose e della loro espansione mondiale. È autore di numerose opere, tra cui: Le monde des mafias: Géostratégie du crime, Odile Jacob, 2005 (trad. it., Divorati dalla Mafia: Geopolitica del terrorismo mafioso, Elliot Edizioni, 2010); La grande fraude: Crime, subprimes et crises financières, Odile Jacob, 2011; Le renseignement criminel, CNRS editions, 2011. Con Carlo Ruta ha pubblicato in Italia Colletti criminali (Castelvecchi Editore 2014).

 



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Jean Houel

Nato nel 1735 a Rouen, nel 1755 si trasferì a Parigi, dove praticò la tecnica dell’incisione, specializzandosi in paesaggi, attirato in particolare dall’arte dei fiamminghi. Entrò in contatto con  due collezionisti d’arte molto influenti in Francia, il marchese di Marigny e il cavaliere d’Havrincourt, che agevolarono la sua carriera artistica. Egli stabilì inoltre rapporti con il conte di Caylus, artista e archeologo, e con il pittore veneziano Francesco Casanova, fratello di Giacomo. Nel 1768, con l’interessamento di Marigny, ottenne una licenza d’ammissione all’Accademia di Francia a Roma, dove poté recarsi nel 1769. In compagnia del d’Havrincourt, raggiunse poi Napoli e soggiornò appunto in Sicilia. Nel 1772 rientrò a Parigi, dove, all’apice ormai della maturità artistica, cominciò a frequentare, attraverso il salotto di Marie-Thérèse Rodet, conosciuta come Madame Geoffrin, gli enciclopedisti Diderot e d'Alembert, oltre che il ginevrino Jean-Jacques Rousseau, con cui strinse amicizia. Nel 1775 espose con successo al Salon una serie di vedute siciliane, meditando già un nuovo viaggio nell’isola. A tal fine ottenne una gratifica dal governo, che gli consentì di ritornare nell'isola, dove realizzò tra l’altro le 264 tempere con cui poté comporre il telaio iconografico del Voyage pittoresque. Morì a Parigi nel 1813.



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Ettore Janulardo

Storico dell’arte, si è formato e specializzato in varie università in Italia e in Francia. Ha insegnato in Italia e all’estero, in ambito universitario in Polonia e in Francia. È stato Formatore per docenti italiani in servizio all’estero, presso il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Ha insegnato presso la Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici dell’Università di Firenze; presso la Scuola di Specializzazione in Beni Storici e Artistici della stessa Università; presso la Scuola Dottorale di Lettere e Filosofia dell’Università Roma Tre; presso la Scuola Dottorale di Lettere e Filosofia  dell’Università Roma Tre; presso la Facoltà di Architettura dell’Università Roma Tre. È stato docente-referente per le Missioni archeologiche italiane all’estero, presso la Direzione Generale per la Promozione del Sistema Paese del Ministero degli Affari Esteri. Con una specifica attenzione per l’interpretazione di contesti, immagini e spazi urbani ha pubblicato diversi contributi dall’approccio storico-artistico e storico-architettonico (La ville, la construction, les arts. Visions italiennes 1909-1939, Roma, 2016) alla visione della città in Italia prima della Seconda guerra mondiale. Le sue ricerche si focalizzano intorno al tema dell’immagine e della spazialità nell’arte contemporanea (Kounellis. L’immagine e l’ideologia, Roma, 2015), delle costruzioni e delle loro rappresentazioni, dall’età umanistica a quella contemporanea (Terre e cementi. Architetture e spazi, Roma, 2016). Associato al CNR, attualmente si occupa di promozione culturale internazionale a Roma e insegna Storia dell’arte contemporanea all’Università di Bologna.


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Emanuele Kanceff. Laureato in Lingua e letteratura francese con pieni voti e dignità di stampa, dagli anni Sessanta ha diretto équipes di ricerca CNR sul tema del viaggio. Dal  1971 al 2007 ha insegnato la Storia della civiltà francese all’Università di Torino e dal novembre 1997 la Metodologia della ricerca letteraria e la Cultura del viaggio. Ha compiuto studi intorno al Libertinage érudit, alla letteratura del Decadentismo francese, alla letteratura francese del Novecento, alla letteratura di viaggio in Italia. Membro del Comitato direttivo del Centre d’études franco-italiennes e direttore italiano della rivista «Cahiers de Civilisation Alpine» a partire dal 1993. Ha fondato, nel marzo 1978, il Centro Interuniversitario di Ricerche sul Viaggio in Italia, di cui dirige le riviste e le collane. È autore di molte centinaia di pubblicazioni. Ha tenuto corsi e seminari in numerose Università in Italia, Francia, Germania, Spagna, Stati Uniti, Canada. È stato membro del Consiglio direttivo dell’I.R.R.S.A.E. della Valle d’Aosta e dal 1988 membro della Consulta del Ministero degli Esteri italiano e della Cancelleria Federale svizzera. Nel 1998 gli è stata attribuita dal Governo francese l’onorificenza di Commandeur de l’Ordre des Palmes Académiques.



Maria Costanza Lentini

È archeologa di campo, nominata nel 2016 dirigente del Polo Regionale dei Siti Culturali di Catania. Comincia la sua carriera nel 1980 nei ruoli dell’allora Ministero dei Beni Culturali e Ambientali prestando servizio con la qualifica di Ispettore Archeologo prima a Pompei poi a Reggio Calabria, e in posizione di comando, in Sicilia presso l’ufficio scavi di Naxos a Giardini Naxos. Transita nel 1985 nei ruoli della Regione Sicilia, dove ha ricoperto gli incarichi di Direttore del Servizio Archeologico della Soprintendenza di Messina, del Museo Archeologico di Gela, del Museo della Villa Romana del Casale a Piazza Armerina e finalmente, nel 2010, del Parco Archeologico di Naxos. Dal 1983 direttore degli scavi e della ricerca della colonia greca, ha portato avanti un intenso programma di ricerche culminante nella scoperta del complesso unico dei neoria o arsenale navale (scavi 2001, 2003-6) e nella definizione del più antico insediamento coloniale. A questa attività di campo affianca una prolifica attività scientifica. Autrice di molti articoli, organizzatrice di numerosi seminari e mostre, partecipa al dibattito scientifico nazionale ed internazionale sulla colonizzazione e sui diversi aspetti della città greca.


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Emanuele Macaluso 

Nato a Caltanissetta nel 1924, ha aderito al Partito comunista italiano nel 1941. In Sicilia, dal 1947 al 1956 è stato segretario regionale della Cgil e, a due riprese, dal 1956 al 1962 e dal 1967 al 1972, segretario regionale del Pci. È stato deputato all’Assemblea regionale siciliana, deputato al Parlamento, infine senatore della Repubblica. È stato membro della segreteria del Pci negli anni di Palmiro Togliatti, Luigi Longo ed Enrico Berlinguer. Ha diretto il quotidiano «l’Unità» dal 1982 al 1986. Ha scritto numerosi libri, tra cui: I comunisti e la Sicilia, Roma,  Editori Riuniti, 1970; Togliatti e i suoi eredi, Soveria Mannelli, Rubbettino, 1988; Giulio Andreotti tra Stato e mafia, Soveria Mannelli, Rubbettino, 1985; Da cosa non nasce cosa, con Paolo Franchi, Milano, Rizzoli, 1997; Mafia senza identità, Venezia, Marsilio, 1999; 50 anni nel Pci, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2003; Al capolinea. Controstoria del Partito Democratico, Milano, Feltrinelli, 2007; Politicamente scorretto. La sinistra dalla Bolognina a oggi nel racconto controcorrente di un protagonista, con Peppino Caldarola, Roma 2012; Comunisti e riformisti, Milano, Feltrinelli, 2013. Dal maggio 2011 al marzo 2012 ha diretto il quotidiano «Il Riformista».



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Rosario Mangiameli 

Docente ordinario di Storia contemporanea alla Facoltà di Scienze politiche dell'Università di Catania. Ha pubblicato studi sulla politica di occupazione alleata nel corso della seconda guerra mondiale e sulla nascita dell'autonomia siciliana. Ha dedicato vari saggi anche alla questione mafiosa, sia sul versante ottocentesco, con particolare riferimento al rapporto tra brigantaggio e mafia nella Sicilia postunitaria, sia sul versante novecentesco con riferimento al secondo dopoguerra e alla più recente emergenza degli anni ottanta. Tra le sue pubblicazioni: Misurarsi con il regime. Percorsi di vita nella Sicilia fascista, Bonanno , 2008; La mafia tra stereotipo e storia, Sciascia editore, 2000; La regione in guerra, in Storia d’ItaliaLa Sicilia, Einaudi, 1987. Ha curato: Autonomie. Micronazionalismi e regionalismi in Europa, ed.it, 2011; Confessioni di un brigante, XL edizioni, 2013. Collabora a diverse riviste, tra cui «Meridiana»; è membro del direttivo della Società Italiana per lo studio della Storia Contemporanea.



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Maia Rosa Mancuso

Architetto e dottore di ricerca, è docente (dal 2004) di Elementi di architettura e urbanistica e Storia dell’architettura e dell’urbanistica presso l’Accademia di Belle Arti di Palermo. Svolge la propria attività didattica e di ricerca prevalentemente nell’ambito della storia e rappresentazione dell’architettura e della città. Tra i contributi pubblicati si segnalano: la ricerca condotta sui centri urbani Santa Flavia e Porticello con l’architetto E. Piazza ( Palermo 1985); Il disegno dell’utopia: utopie ad circulum da Platone a Ledoux (Palermo 1993); l’indagine condotta su Palermo, Marsala e Trapani in Architettura judaica in Italia: ebraismo, sito, memoria dei luoghi (Palermo1994); le voci del glossario (Termini di riferimento per lo studio di alcuni elementi della città e dell’urbanistica) in N. G. Leone, Elementi della città e dell’urbanistica (Palermo 2004); La experimentaciòn del espacio: arte y arquitectura (Valencia, 2009); Progetto e rappresentazione /l’immagine digitale (Milano 2013).



Giovanni Mannino

Studioso di archeologia e speleologo. Fondatore dell’Associazione Catasto Speleologico Siciliano, ha esplorato oltre 700 grotte in Sicilia e in Italia. Dal 1952 al 1966 è stato fotografo presso la Soprintendenza alle Gallerie per la Sicilia e fra il 1966 e il 1991, per conto della Soprintendenza Archeologica di Palermo, si è occupato di ricerche e scavi, soprattutto in grotte e necropoli preistoriche nelle province di Palermo e Trapani. Ha pubblicato decine di articoli di speleologia e di archeologia siciliana, con particolare attenzione all’arte rupestre dell’Isola, oltre a numerose monografie quali Le grotte di Monte Pellegrino (1985), Guida alla preistoria del palermitano (2007), La carta archeologica di Favignana (2017). Inoltre, è coautore insieme a C.A. Di Stefano della Carta Archeologica della Sicilia. Carta d’Italia F° 249 (1983), con F. Spatafora del volume Mokarta. La necropoli di Cresta di Gallo (1995) e con V. Ailara della Carta Archeologica di Ustica (2016), isola dove è stato insignito della nomina di Cittadino Onorario.


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Claudio Mocchegiani Carpano

Archeologo esperto di topografia antica, ha svolto negli anni numerosi incarichi nell’ambito della Soprintendenza Archeologica di Roma, dove ha diretto, tra l’altro, gli scavi dei collettori ipogei del Colosseo, le ricerche del Palatino sotterraneo e ha condotto gli scavi del grande complesso portuale romano sul Tevere, presso Testaccio. Nel 1986 ha organizzato il Servizio Tecnico per l’Archeologia Subacquea, organo centrale di consulenza per le Soprintendenze. Archeologo subacqueo è stato protagonista di migliaia di immersioni su siti archeologici, effettuando numerosi interventi di salvaguardia e recupero e ha organizzato corsi di formazione per gli operatori subacquei delle FF. O. Per il Ministero, e in relazione ad accordi internazionali, ha partecipato e diretto indagini subacquee nel Mar Nero, a Cuba, in Tunisia nel sito di Cartagine e più di recente in Libia. Nel 2009 ha diretto a Santiago un corso teorico pratico per gli archeologi del Ministero della Cultura Cilena. Ha svolto e svolge corsi di archeologia subacquea presso numerose Università italiane. È attualmente il presidente del Centro di Coordinamento delle Prospezioni Archeologiche Subacquee di Roma. È autore di numerose pubblicazioni, tra cui: I restauri dell'Anfiteatro Flavio (con Roberto Luciani), Istituto Nazionale di Archeologia, 1981;  Colisee et forums imperiaux, Arno e Tevere, Roma 1982; The Colosseum and the imperial Fora, Arno e Tevere, Roma 1982; Roma sotterranea e segreta (con Carlo Pavia), Mondadori, Milano 1985; Il San Michele a Ripa Grande (con Francesco Sisinni), Istituto Poligrafico a Zecca dello Stato, Libreria dello Stato, Roma 1990; Roma e il Mare (con altri autori), Edizioni di storia e studi sociali, Ragusa 2017.


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Marc Monnier

Scrittore francese, nato a Napoli il 7 dicembre 1829, morto a Ginevra il 18 aprile 1885. Visse a Ginevra, dove insegnò letterature straniere all'università, di cui in seguito divenne anche rettore. Molti dei suoi primi lavori rivestirono un carattere d'attualità e concorsero a migliorare la conoscenza europea delle condizioni sociali e storiche dell'Italia. Oltre ai numerosi articoli comparsi nella Revue des Deux Mondes e nella Bibliothèque Universelle di Ginevra (sulla letteratura popolare, sulla politica contemporanea, su Manzoni, Carducci, De Sanctis, ecc.), ebbero eco: L'Italie est-elle la terre des morts? (1859)Garibaldi

histoire de la conquête des Deux-Siciles (1861), Histoire du brigandage dans l'Italie méridionale (1862), Un aventurier italdu siècle dernierle comte JGorani (1884). Scrisse diverse opere di critica letteraria, tra cui: Genève et ses poètes (1873; Histoire de la littérature moderneRenaissance Réforme (voll. 2, 1884-85). Si dedicò inoltre alla narrativa e al teatro, firmando tra l'altro le seguenti opere: Nouvelles napolitaines, 1879; Le charmeur, 1882; Le roman de Gaston Renaud, 1884; Après le divorce, 1885; Fausttragédie des marionnettes sur les derniers événements, 1871; Les comédies des marionnettes, 1853; Théâtre des marionnettes, 1871.


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Gaetano Mosca

Giurista e storico delle dottrine politiche, nacque a Palermo nel1858 e morì a Roma nel 1941. Dal 1896 fu docente nell'università di Torino, poi nell'Università Bocconi di Milano, infine, dal 1923 al 1933 nell'università di Roma. Fu deputato al parlamento nel 1908, sottosegretario di Stato per le Colonie nel 1914 e senatore del regno dal 1919. Già nell'opera giovanile Teorica dei governi e governo parlamentare, pubblicata nel 1884, formulò la sua teoria della ”classe politica”. Contro l'individualismo liberale, egli riteneva il dogma della non ingerenza dello Stato nei problemi economici e sociali assurdo e contraddittorio. Riteneva inoltre necessario un cambiamento di tutta la classe politica sulla base del merito personale e della capacità tecnica. Nel corso del decennio successivo cambiò tuttavia la sua posizione: da critico del sistema parlamentare, egli ne divenne difensore. Nel 1896 diede alle stampe Elementi di scienza politica, in cui sosteneva che, nelle condizioni del momento, la soppressione delle assemblee rappresentative sarebbe stata seguita da un regime assoluto. Tale convinzione si rafforzò nel momento più grave della crisi del sistema parlamentare.Nel 1925 pubblicò Stato liberale e Stato sindacale e il problema sindacale, in cui individuava la maggior minaccia per lo Stato liberale e l’egemonia della classe media nell'avvento di un ordinamento sindacalista.


 

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Fabrizio Nicoletti

Laureato in Lettere classiche con tesi sul Campignano della Sicilia preistorica, realizzata tra l’Università di Catania e quella di Pisa, ha successivamente studiato a Lecce e a Roma, dove ha conseguito la specializzazione in Preistoria e Protostoria presso la Scuola Nazionale di Archeologia, e quindi a Napoli dove ha conseguito il dottorato di ricerca in Preistoria dei Paesi Mediterranei presso l’Università «Suor Orsola Benicasa». Ha svolto attività di docenza in discipline preistoriche nelle università di Palermo (Polo di Agrigento), Bologna (Alma Mater) e Napoli (Suor Orsola Benincasa). Ha condotto scavi archeologici nei principali siti preistorici della Sicilia (tra i quali Mokarta, Erice, Erbe Bianche, Partanna-Stretto, Dessueri, Manfria, Termini Imerese, Catania, Paliké, Pantelleria) ed è autore di monografie e saggi specialistici sulla Sicilia preistorica in Italia e all’estero. Tra le sue opere: Attualmente è funzionario della Regione Siciliana presso il Polo Regionale di Catania per i Siti Culturali, per il quale ha diretto gli scavi e i restauri nel Teatro Antico e nelle Terme della Rotonda di Catania e ha curato la pubblicazione del volume Catania Antica. Nuove prospettive di ricerca.

 

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Ferdinando Raffaele 

Dottore di ricerca in Scienze letterarie e linguistiche e in Scienze politiche, storiche e filosofico-simboliche, ha conseguito l’abilitazione alla docenza universitaria, per il macrosettore di Letterature e Filologie Romanze e Mediolatina. Fa parte del gruppo di ricerca ARTESIA (Archivio Testuale del Siciliano Antico: www.unict.artesia.it) come responsabile di redazione e condirettore della collana «Quaderni di Artesia», ora edita dal Centro di Studi filologici e linguistici siciliani. Ha curato le edizioni critiche di alcuni volgarizzamenti delle Conlationes di Giovanni Cassiano e pubblicato numerosi saggi sulla letteratura francese medievale (in particolare sulla Chanson de Roland, sul Voyage de Saint Brandan, sui romanzi di Chrétien de Troyes), sulla storia della cultura siciliana tra i secoli XIII-XVI, sulla storia della filologia, sulle rappresentazioni letterarie delle ideologie politiche. È docente di Lettere presso il Liceo Artistico «Filippo Brunelleschi» di Acireale.



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Carlo Ruta 

Studioso del mondo Mediterraneo e di letterature di viaggio. Si occupa inoltre di problemi dell’età contemporanea. Si è laureato in Filosofia all’Università degli Studi di Messina. Si è laureato poi in Teorie della morale della conoscenza e della comunicazione all’Università degli Studi di Urbino. È autore di parecchie decine di saggi, tra cui: Il binomio Giuliano-Scelba (Rubbettino, 1995); Viaggiatori in Sicilia. L’immagine dell’isola nel secolo dei lumi (Edi.bi.si., 2001);  Guerre solo ingiuste (Mimesis, 2010); Narcoeconomy (Castelvecchi, 2011);  Colletti criminali, con il criminologo francese Jean-Francois Gayraud (Castelvecchi, 2013); L’affare Giuliano (EdS, 2014); Il crepuscolo della Sicilia islamica (Edi.bi.si.), 2014);  Storia del viaggio in Sicilia (Edizioni di Storia, 2016). Con Sebastiano Tusa ha firmato nel 2017  In viaggio tra Mediterraneo e storia e, nello stesso anno, Viaggio nella Grecia antica da Oriente a Occidente. Con Achille Occhetto ha firmato, per Eds, L’utopia del possibile. Ha introdotto e annotato resoconti di viaggio, memorie e cronache del Medieovo (al-Idrisi, Ibn Giubayr, Falcando e altri) e dell’età moderna (Brydone, Von Riedesel, Goethe, Denon, Maupassant, Spallanzani, De Amicis, Capuana, etc.). Ha condotto studi su aspetti specifici della società medievale e dell’età dei lumi. Ha diretto la rivista «Libri meridionali». Ha diretto i giornali telematici «Accade in Sicilia» e «Le inchieste». È membro della Società Filosofica Italiana, sezione di Urbino. Ha condotto centinaia di reportage e studi sociali per numerose testate nazionali, tra cui «il manifesto, «Narcomafie», «Peacelink», «Domani Arcoiris», «Left Avvenimenti», «Polizia e Democrazia», «Emigrazione Notizie». Ha relazionato in numerosi convegni di studio e seminari.



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Marcello Saija 

Storico, docente ordinario di Storia delle istituzioni politiche e di Storia delle relazioni internazionali presso l’Università degli studi di Palermo. Ha insegnato negli atenei di Messina e Catania e tra il 2000 e il 2002 è stato visiting Professor di Storia istituzionale dell’Italia contemporanea presso la New York State University (Stony Brook). Per diversi anni è stato direttore dell’Istituto di Studi internazionali e comunitari della Facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Messina. Negli ultimi anni novanta ha dedicato diversi saggi alla questione balcanica. Ha pubblicato numerosi studi sulla storia politica italiana, tra cui: Note sul sistema politico in Sicilia. Dagli ascari di Giolitti ai gerarchi di Mussolini, in AA.VV., Potere e società in Sicilia nella crisi dello stato liberale, Pellicanolibri, Catania 1977; Sistema politico e dinamiche istituzionali, in AA.VV., Il Fascismo, politica e vita sociale, Teti editore, Milano 1980; Un Soldino contro il fascismo: istituzioni ed élites politiche nella Sicilia del 1923, Coop univ. Libraria catanese, 1981; I prefetti italiani nella crisi dello Stato liberale, 2 voll., Giuffrè, Milano 2001-2005.



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Teresa Sardella 

Insegna Storia medievale e discipline storico-religiose presso il Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Univer-sità di Catania. È specialista di Storia antica e tardo antica. Le sue ricerche privilegiano la comprensione di temi e problemi della società e della storia contemporanea, attraverso l’ analisi storica. Ha pubblicato saggi e monografie in più lingue e con case editrici italiane e straniere su questioni di carattere storico-istituzionale – quali la storia del papato, la storia dei concili, la storia del diritto civile ed ecclesiastico – e saggi su temi di storia della cultura e di argomento storico-antropolo-gico, quali la storia della demonologia e della magia, la santità e il culto dei santi e l’agiografia siciliana, con particolare riferimento alla diffusione dei culti siciliani. In ambito storico antropologico un filone di ricerche riguarda anche la storia della sessualità e la storia del gender, la storia della famiglia e dell’infanzia. Con riferimento alla storia dell’Italia, tra le sue pubblicazioni figurano la monografia Società Chiesa e Stato nell’età di Teoderico e l’edizione de I canoni dei concili della chiesa antica, con l’edizione italiana di documenti della sede episcopale romana. Tra gli interessi che riguardano storia delle arti vi sono anche saggi che riguardano i rapporti tra religione e cinema, inteso quale strumento di analisi sociale.


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Ernesto Ugo Savona 

Dirige Transcrime, il Centro Interuniversitario di ricerca sulla criminalità transnazionale dell’Università Cattolica di Milano e dell’Università di Trento. Insegna nella Facoltà di Scienze Politiche e Sociali dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Ha insegnato nell'Università di Trento (Giurisprudenza 1986-2002) e alla Sapienza di Roma (Scienze Statistiche e Sociali: 1971-1986). Dal 1996 al 2000 è stato eletto nel Comitato Criminologico del Consiglio d’Europa a Strasburgo, ed è uno dei cinque accademici europei che l’Unione Europea ha chiamato nel 1998 per sviluppare un programma di ricerche sulla criminalità in Europa e sui mezzi per contrastarla. È stato consulente delle Nazioni Unite e di diversi paesi e dal 1990 al 1994 ha diretto un progetto sulla criminalità internazionale presso il National Institute of Justice di Washington D.C. Istituto di ricerca del Governo americano. Nel settembre 2003 è stato eletto Presidente della European Society of CriminologyDal  2003 ad oggi è Direttore della Rivista scientifica European Journal on Criminal Policy and Research, pubblicata da Springer. Nel Giugno 2011 è stato nominato Presidente per il term 2011-2012 del GlobalAgenda Council on   Organized Crime del World Economic Forum.

 


Francesco Tiboni 

Laurea in Paletnologia presso l’Università di Milano con una tesi sull’iconografia navale di età nuragica. Dottorato di Ricerca presso il Centre Camille Jullian dell’Università di Aix en Provence incentrato sul tema della navigazione protostorica del Mediterraneo. Da oltre quindici anni lavora come archeologo subacqueo e navale, collaborando con diversi enti italiani ed esteri. È stato membro italiano della Commissione Scientifica Internazionale che ha ideato e finalizzato il progetto unesco Pile Dwelling Sites List; ha condotto e diretto sul campo buona parte delle operazioni di ricerca dei progetti Mibact Archeomar 1 ed Archeomar 2; ha diretto le operazioni di scavo e di studio della barca cucita di età romana di Cavanella d’Adige (VE), del relitto romano di Marausa (TP) e del relitto secentesco di San Nicolicchio a Taranto, sperimentando metodologie di smontaggio e recupero dei legni mai impiegate prima in ambiente subacqueo. È tutor nas, presidente dell’Associazione atena cumana, membro della Society for Nautical Research e dell’eaa, correspondent del Mariner’s Mirror. La sua produzione scientifica su temi archeologici, ed in particolare sull’archeologia e sull’iconografia navale, si muove tra decine di pubblicazioni in riviste scientifiche, volumi ed atti di congressi e la divulgazione al grande pubblico, attraverso la collaborazione con le testate Sub ed Archeologia Viva, oltre che con la trasmissione RAI Linea Blu.


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Sebastiano Tusa 

Nato a Palermo nel 1952, da genitori entrambi archeologi, consegue la laurea in Paletnologia presso l’Università degli Studi di Roma «La Sapienza» nel 1975 dove si specializza in archeologia orientale. Indirizza gli studi verso la preistoria e protostoria mediterranea ma, tra il 1972 ed il 1985 effettua scavi e ricerche archeologiche in Pakistan, Iran ed India. Nel periodo tra il 1978 ed il 1979 espleta le funzioni di segretario generale dell’Istituto Italo-iraqueno di Archeologia effettuando scavi e ricerche nella valle del Dyala e nella zona assira a Nord di Mosul, che prosegue nel corso degli anni ‘80 del secolo scorso. Dal 1980 al 1982 è ispettore archeologo preistorico presso il Museo Preistorico ed Etnografico L. Pigorini di Roma. Dal 1982 al 1993 è stato ricercatore universitario prima presso la Facoltà di Lettere dell’Università di Roma «La Sapienza» e poi presso l’Università degli Studi di Palermo. Idoneo al concorso per professore ordinario di Paletnologia presso l’Università degli Studi di Cagliari. Dal 1993 è entrato nei ruoli dell’amministrazione regionale siciliana dei beni culturali ricoprendo vari incarichi dirigenziali. Nel 2004 ha creato, e ne è stato Soprintendente, la prima Soprintendenza del Mare d’Italia. Dal 2010 è Soprintendente per i Beni culturali ed Ambientali di Trapani. Dall’aprile del 2012 è nuovamente Soprintendente del Mare. È stato docente a contratto di Paletnologia presso l’Università di Napoli Suor Orsola Benincasa e di Archeologia Subacquea presso l’Università di Bologna (sede staccata di Trapani). Attualmente è professore a contratto (Gastprofessur) di archeologia marina presso la Philipps Universitaet Marburg (Germania). Dirige scavi e ricerche archeologiche terrestri e sottomarine in Sicilia, Libia, Tunisia e Giappone. È autore di oltre 700 saggi e monografie scientifiche e divulgative inerenti archeologia mediterranea ed orientale. 



Fernando Villada Paredes 

Se formó en la Universidad de Granada en la que se licenció en Geografía e Historia. Actualmente es funcionario de la Ciudad Autónoma de Ceuta, institución en la que ha ocupado diversos puestos de trabajo siempre relacionados con el ámbito de la gestión del patrimonio cultural. Así, ha sido responsable del Servicio de Museo de Ceuta entre 1994 y 2001 y desde ese año desempeña el puesto de arqueólogo territorial. A lo largo de su trayectoria profesional ha dirigido más de un centenar de excavaciones y prospecciones arqueológicas tanto en Ceuta como en Andalucía y ha formado parte del equipo técnico de diversos proyectos internacionales siendo los más recientes los llevados a cabo en Pompeya (Italia) en relación con las industrias conserveras de época romana, en el norte de Marruecos donde participa en la realización de la Carta Arqueológica de la región Tetuán-Tánger y en Portugal, «Huellas de la Ceuta islámica en Portugal». Autor de más de un centenar de artículos (publicados en España, Portugal, Francia, Italia y Bélgica) y de una decena de libros de los que deben reseñarse, entre los más recientes, la coordinación de la Historia de Ceuta publicada por el Instituto de Estudios Ceutíes y la Ciudad Autónoma de Ceuta, la monografía El asentamiento protohis-tórico de Ceuta. Indígenas y fenicios en la orilla sur del Estrecho de Gibraltar así como los catálogos de algunas de las últimas exposiciones celebradas en el Museo de Ceuta Un decenio de arqueología en Ceuta (1996-1206), Comer en Ceuta en el siglo XIV, al Mansura, la ciudad olvidada y Ceuta - 1415 - Lisboa, historia de dos ciudades. En la última década ha coordinado proyectos museológicos y museográficos como los del Museo de Ceuta o el de la Basílica Tardorromana ha dirigido la puesta en valor de diversos yacimientos arqueológicos y ha comisariado distintas exposiciones en España y Portugal.


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Pasquale Villari

Nacque a Napoli nel 1826 e morì a Firenze nel 1917. Dopo aver partecipato al moto napoletano del 1848, fu esule a Firenze. Nel 1859 insegnò storia all'università di Pisa e dal 1865 al 1913 fu docente all'Istituto di studi superiori di Firenze. Fu deputato dal 1870 al 1876 e dal 1880 al 1882. Dal 1884 fu senatore. Nel biennio 1891-92 fu ministro della Pubblica istruzione. Si dedicò intensamente alla ricerca storiografica. Tra il 1859 al 1861 diede alle stampe, in due volumi la Storia di Girolamo Savonarola e de' suoi tempi. Tra il 1877 e il 1882 pubblicò, in tre volumi, Niccolò Machiavelli e i suoi tempi. Nel biennio 1893-94 diede alle stampe, in due volumi, I primi due secoli della storia di Firenze, cui seguirono, nel 1900, Le invasioni barbariche in Italia e, nel 1910, L’Italia da Carlo Magno alla morte di Arrigo VII. Fu anche uno dei più autorevoli studiosi della questione meridionale, cui dedicò due opere: Lettere meridionali, del 1878, e Scritti sulla questione sociale in Italia, del 1902. Si dedicò inoltre agli studi filosofici, che raccolse in Arte, storia e filosofia, del 1884, e in Scritti vari, del 1894. Fu uno degli iniziatori del positivismo italiano.


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Jessie White 

(Portsmouth nel 1832 – Firenze 1906). Nacque da una famiglia inglese di ricchi armatori. Dopo aver conosciuto Giuseppe Garibaldi, a Nizza nel 1855, e Giuseppe Mazzini, a Londra, aderì alle dottrine risorgimentali italiane e le divulgò in Inghilterra. Partecipò al moto mazziniano del 1857 a Genova. Poco dopo sposò lo scrittore e politico Alberto Mario. Seguì Garibaldi nella campagna del 1867 e in quella francese del 1870. Fu corrispondente in Italia del «London Daily News» e collaborò con altri giornali. Diede alle stampe una serie di opere, tra cui: La schiavitù e la guerra civile negli Stati Uniti d’America, Milano 1864; I garibaldini in Francia, Roma 1871; La miseria in Napoli, Firenze 1877; Vita di Giuseppe Garibaldi, Milano 1882; Della vita di Giuseppe Mazzini, Milano 1886; Agostino Bertani e i suoi tempi, voll. 2, Firenze 1886; In memoria di Giovanni Nicotera, Firenze 1894; Il sistema penitenziario e il domicilio coatto in Italia, Roma 1897; The birth of modern Italy, Londra 1909.

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